Lo slogan comune è «La Nostra Europa – unita democratica solidale». Gli organizzatori sono una coalizione larghissima di associazioni, sindacati, movimenti, centri sociali, reti italiane ed europee.
Insieme preparano il corteo europeo del 25 marzo a Roma, che partirà alle 11 da Piazza Vittorio per arrivare al Colosseo, aperto dalle delegazioni europee e da un grande spezzone dell’accoglienza con i migranti e i richiedenti asilo. E insieme stanno costruendo la mobilitazione: con appelli specifici, iniziative nei prossimi giorni in diverse città, e con i due giorni di forum tematici che si terranno il 23 e 24 marzo alla Università La Sapienza.

È una alleanza variegata, davvero plurale, quella che si è raccolta sotto l’appello comune. C’è anche una rete di centri sociali che partecipa alla mobilitazione con il suo appello «Libertà di Movimento». Arriveranno delegazioni da molti paesi europei per partecipare ai dibattiti e alla manifestazione finale. E al Colosseo confluirà anche la Marcia per l’Europa organizzata dai federalisti.

Tutti e tutte, ciascuno con il proprio linguaggio e i propri strumenti, fanno appello alla partecipazione, da Roma e da tutta Italia, sapendo di aver deciso di compiere una scommessa difficile ma necessaria, per dare un segnale forte in un giorno speciale e in un tempo pericoloso.

Il 25 marzo «La Nostra Europa» sarà in piazza mentre a Roma i capi di stato e di governo della Unione Europea celebreranno i sessanta anni dei Trattati che diedero vita alla Comunità Economica Europea, mentre l’Europa rischia il collasso e un patrimonio comune di conquiste e aspettative rischia di essere cancellato.

Tornano le frontiere, i muri, i fili spinati, di cui le prime vittime sono i migranti insieme alla democrazia e ai diritti di tutti. Le politiche di austerità hanno prodotto disuguaglianze e insicurezza, di cui si giovano movimenti e partiti nazionalisti, reazionari e razzisti. E’ un circolo vizioso che va rotto prima che sia troppo tardi.

È l’Europa il campo di battaglia comune. Bisogna salvare l’Europa dalla sua leadership che la sta suicidando. E l’ago della bilancia europea deve pendere dalla parte della manifestazione per l’accoglienza di Barcellona e non da quella di Orban e Salvini – e di tutti i rigurgiti sovranisti di qualsiasi colore. Ciascuno deve fare la propria parte, superando la frammentazione e la tendenza al «business as usual».

Per questo la coalizione La Nostra Europa è al lavoro, e già dichiara di volersi tenere insieme anche dopo il 25 marzo. Consapevole delle difficoltà ma anche della necessità di dimostrare che esiste un fronte ampio, unitario, radicalmente europeista che deve rendersi più credibile, più forte e più unito.

Non si possono aspettare tempi migliori. Ed è la partecipazione a fare la differenza.